NUOVA MATURITA’ 2018/2019:
Le novità del Dlgs attuativo in sintesi

FONTE (WWW.ORIZZONTESCUOLA.IT)
Con il Dlgs attuativo del comma 181 della legge 107/2015 dall’anno scolastico 2018-2019 cambia la valutazione e le modalità di svolgimento degli esami di Stato per la scuola secondaria di secondo grado.

Per l’ammissione agli esami dei candidati interni, i requisiti passeranno dai due attuali a quattro: oltre alla frequenza per almeno tre quarti delle lezioni e minimo sei in tutte le discipline e nel comportamento, saranno necessari lo svolgimento di almeno 200 ore nei licei e 400 nei tecnici e professionali di alternanza scuola lavoro, e la partecipazione ai test Invalsi in italiano, matematica e inglese. Il consiglio di classe in caso di ammissione anche per coloro che riporteranno meno di 6 in una disciplina devono motivare la decisione.

Anche i candidati esterni per poter essere ammessi dovranno superare l’esame preliminare e partecipare alle prove Invalsi presso la scuola dove sosterranno l’esame e svolgere l’attività di alternanza scuola lavoro.

Riguardo al credito scolastico il percorso scolastico avrà maggior peso. Il credito scolastico massimo, infatti, passerà dagli attuali 25 punti a 40, così distribuiti: 12 al terzo, 13 al quarto e 15 al quinto anno. In fase di regime transitorio, per i candidati che svolgeranno l’esame negli anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020, sarà necessario effettuare una conversione dei punteggi già attribuiti secondo la tabella allegata al decreto (allegato A).
Nessuna novità per la composizione delle commissioni: un presidente proveniente da un’altra scuola, tre commissari esterni e tre interni per ciascuna delle due classi. Rimarrà la regola di assegnare ad ogni classe non più di trentacinque candidati.

Sarà eliminata la terza prova: due soltanto le prove scritte (italiano e prova di indirizzo); ognuna delle due prove scritte varrà fino a 20 punti (non più 15) per un totale massimo di 40 punti; saranno utilizzate griglie comuni per la correzione delle prove al fine di uniformare i criteri di valutazione delle commissioni.
Al colloquio saranno assegnati fino a 20 punti (non più 30). Si dovranno accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale dello studente e la sua capacità argomentativa e critica a partire da un testo o da un documento scelto tra alcune proposte elaborate dalla commissione;lo studente non sceglierà più l’argomento con cui iniziare l’orale, in pratica niente tesina.

Durante il colloquio il candidato presenterà anche una breve relazione o un elaborato multimediale sull’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel triennio. Tra le novità anche la valutazione delle conoscenze e competenze maturate dal candidato nell’ambito delle attività relative a “Cittadinanza e Costituzione” (previste dalla legge 169/2008), di cui si dovrà fare menzione nel Documento del 15 maggio.
l’esito finale sarà espresso in centesimi come adesso e il punteggio minimo da conseguire per superare l’esame sarà sempre di 60/100. Cambierà, invece, l’attribuzione del bonus di 5 punti. Con il nuovo Dlgs sarà possibile attribuire il bonus a coloro che abbiano ottenuto almeno 30 punti di credito (non più 15) e 50 punti nelle prove d’esame (non più 70).

Sarà più facile avere la lode perché, rispetto alla norma attuale, non sarà necessario ottenere almeno otto in tutte le discipline e nel comportamento nell’ultimo triennio; per tutti coloro che otterranno il punteggio massimo di 100 punti senza aver fruito del bonus, sarà sufficiente aver conseguito all’unanimità sia il credito scolastico che il punteggio massimo nelle tre prove d’esame.

Al diploma finale, secondo la norma che regola la circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione europea, sarà allegato il curriculum della studentessa e dello studente. In esso saranno riportate le discipline ricomprese nel piano degli studi, le attività svolte in ambito extra scolastico, le attività di alternanza scuola-lavoro e i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove Invalsi, compresa la certificazione della lingua inglese secondo il Qcre per le lingue (Quadro comune di riferimento europeo).